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Il ruolo del Neuropsicologo all’interno del team multidisciplinare nel centro sclerosi multipla di Legnano

La conviviale del 14 maggio presso Dinner, è stata aperta dal Presidente Scarpa che ha accolto i presenti con il consueto rintocco di campana dopo il buffet di benvenuto.
Dopo la presentazione delle ospiti – le dottoresse del Reparto di Neurologia di Legnano Elena Verrengia, Simona Bajkovic, Serena Leva e l’infermiera Samantha Bartolini, le comunicazioni rotariane del Presidente Giuseppe soprattutto per ricordare il Seminario di apprendimento della leadership di club, con Assemblea Distrettuale, che si terrà sabato 16 maggio presso LIUC a partire dalle ore 8.30. Il Presidente ha raccomandato ai soci la partecipazione all’evento che prevede la registrazione sulla piattaforma GeRo. Sarà sufficiente comunicare alla segreteria l’intenzione di partecipare, il termine è fissato per venerdì 15 maggio p.v. In calce la locandna e la lettera di Pippo La Rocca, Governatore a.r. 2026-2027.

Al teremine della cena, la dottoressa Elena Verrengia ha preso la parola per illustrare il ruolo del neuropsicologo all’interno del centro sclerosi multipla presente presso l’Ospedale di Legnano, partendo da alcune nozioni di base. Ha quindi elencato gli argomenti principali del suo intervento: la definizione della sclerosi multipla, le modalità di diagnosi, l’efficacia delle terapie disponibili, la realtà strutturale del centro e la funzione specifica del neuropsicologo.

La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria demielinizzante del sistema nervoso centrale, è quindi una malattia che colpisce il cervello, l’encefalo, il cervelletto, il tronco encefalo e anche il midollo spinale. È una patologia che ha una genesi disimmune il che significa che il nostro sistema immune, che normalmente ci protegge verso degli agenti esterni, virus o batteri, entra in una sorta di disfunzione e quindi attacca il nostro corpo e può attaccare tutti i tessuti e gli organi del nostro organismo. Ci sono 140.000 persone in Italia affette da sclerosi multipla e circa 6 nuovi casi su 100.000 persone, l’età di insorgenza è quella tipicamente del giovane adulto tra i 20 e i 40 anni, più frequente nel sesso femminile con un rapporto 3 a 1.
Lo scenario terapeutico per fortuna è piuttosto ampio, soprattutto negli ultimi 20 anni in particolare con l’introduzione degli anticorpi monoclonali, (farmaci ad alta efficacia) o attraverso terapia infusionale in una struttura specializzata oppure possono essere somministrati sottocute, alcuni sempre nella struttura specializzata, altri invece anche a domicilio. Ma cosa è importante? È importante sicuramente agire presto, perché se è vero che abbiamo a disposizione varie terapie, fondamentale è diagnosticare molto presto la patologia. La diagnosi viene formulata attraverso più parametri. Si parte dal quadro clinico e, grazie alle nuove tecnologie è possibile inquadrare e captare la malattia in fasi sempre più precoci, la risonanza magnetica indica la presenza di alterazioni, ossia segni visibili di infiammazione che, come visibili nelle slides proiettare, possono essere sia a livello encefalico, nelle porzioni più alte corticali, oppure tipicamente per i ventricolari o ancora nel midollo. Le lesioni midollari sono quelle più tipicamente associate a una disabilità. Poi il quadro può variare perché tutto dipende dall’estensione della morfologia della lesione e quindi ogni caso è a sé.

Quali sono i sintomi cardine della sclerosi multipla? Il sintomo più frequente è sicuramente la fatica che viene sempre riportata dai pazienti nell’80-85% dei casi. Cosa si intende per fatica? Non solo spossatezza fisica ma anche fatica di tipo mentale, cognitiva, difficoltà di concentrazione.

Poi ci possono essere disturbi visivi, anche questi di vario tipo. Ci possono essere dei disturbi del cali del visus, quindi fino alla cecità in un occhio. Sono dei sintomi che normalmente regrediscono con una terapia acuta come alte dosi di cortisone e poi ci possono essere disturbi di forza che anche qui possono intaccare un emisoma oppure solo le gambe determinando una paraparesi o in casi più seri anche una tetraparesi. Disturbi di sensibilità di vario tipo a varia localizzazione, disturbi vescicali, in particolare urgenza urinaria e incontinenza urinaria, disturbi della sfera intestinale, stipsi o disturbi anche sessuali, disfunzioni erettili o anche calo della libido. Quindi sintomi sicuramente invalidanti e anche non facilmente quantificabili ma che comunque impattano enormemente sulla qualità di vita del paziente.

Ma perché è necessario avere un centro sclerosi multipla? Il centro sclerosi multipla è, nella definizione della Società Italiana di Neurologia, una struttura specializzata e dedicata alla diagnosi, cura e gestione a lungo termine della sclerosi multipla e di altre patologie affini. La sclerosi multipla è la malattia più comune, poi esistono altre forme di malattie demonizzanti, talora anche più gravi. La struttura deve essere quindi altamente qualificata perché deve prendersi carico cronicamente del paziente. Questa è una malattia cronica e deve garantire una presa in carico globale e personalizzata. Personalizzata perché? Perché un paziente non è uguale a un altro. Quindi in base al contesto lavorativo e ambientale del paziente, al desiderio di gravidanza, al desiderio di una qualità di vita di un certo tipo, l’equipe medica sceglie anche il tipo di terapia, è per quello che si parla sempre di cura personalizzata. Quindi le attività che si svolgono all’interno del centro sclerosi multipla sono di vario tipo e riguardano qualsiasi fase della malattia, partendo sempre dalla diagnosi.

Imprescindibile la presenza di un’equipe, al centro c’è sicuramente la figura del medico neurologo specializzato in questo tipo di patologie poi sicuramente fondamentali gli infermieri che per primi si interfacciano con il paziente, sicuramente il centro sclerosi multipla deve parlare con altri specialisti, (urologo, neuroradiologo, infettivologo, fisiatra) non può infatti avere solo il neurologo ma sicuramente ha bisogno di altre figure specializzate per un approccio multidisciplinare e il più possibile completo.

E il neuropsicologo cosa fa? perché si inserisce in questo contesto? Il neuropsicologo è una persona laureata in psicologia che si specializza nella valutazione, e quindi nella diagnosi e eventualmente nella riabilitazione di alcune funzioni cognitive, per valutare quelli che sono i cambiamenti della psiche correlati alla diagnosi di sclerosi multipla.

Nel contesto di un centro sclerosi multipla, in cui il neuropsicologo sa di che malattia stiamo parlando, il paziente viene aiutato, soprattutto nella prima fase diagnostica, ad accettare il fatto di avere la necessità di fermarsi, rivalutare alcuni aspetti della vita e prendersi cura della propria patologia. Quindi accettare anche il fatto di doversi recare nel centro sclerosi multipla fare una certa tipologia di esami con delle cadenze che vengono dettate dagli specialisti, comprendendo anche la possibilità di portare avanti un percorso terapeutico per molto tempo. Nel complesso scenario che questa malattia crea, questa figura diventa fondamentale a completare un lavoro di equipe del centro sclerosi multipla inserito nell’ospedale di Legnano, organizzato in tre aree. Fondato nel 2003 dalla dottoressa Patrizia Perrone, continua la sua missione con professionalità, attenzione e cura verso i pazienti. La serata si conclude con qualche domande, le foto di rito e un caloroso applauso di apprezzamento alle dottoresse Verrengia, Bajkovic, Leva e all’infermiera Bartolini.