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Violenza di genere strumenti di tutela delle vittime donne e bambini

Giovedì 24 novembre si è svolto un Interclub presso il Ristorante The Mode di Legnano durante il quale numerosi soci e amici del Rotary Club Parchi AM, di Rotaract “La Malpensa” e del nostro “Castellanza”, sono intervenuti in occasione di una serata che ha volutamente richiamato all’attenzione di un tema purtroppo molto attuale e in crescita all’indomani del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Accomodati ai tavoli, il Presidente Paolo Ponzelletti ha aperto la serata con il rintocco di campana dando il benvenuto ai presenti, ringraziando la Presidente di RC Parchi Claudia Capoferri Minesi per aver accolto la proposta di condividere una serata in cui ospite e relatrice d’eccezione è la dottoressa Ilenia Romano, Vice Questore di Legnano, accompagnata dall’Ispettore di polizia Salvatore Ferrara.

Dopo il saluto dei Presidenti e il servizio della cena svoltosi in un clima di convivialità, il Presidente Ponzelletti ha ripreso la parola introducendo la nostra relatrice enunciando il suo curriculum: Ilenia Romano milanese, classe 1978, dopo aver conseguito la Laurea in Giurisprudenza a Milano, vince il Concorso in Polizia e frequenta il Corso di Formazione per Funzionari per due anni a Roma, al termine dei quali è confermata nel ruolo di Commissario Capo della Polizia di Stato e sceglie la prima sede di servizio, trasferendosi a Palermo dove ha prestato servizio in Questura dal 2009 al 2011.

Da gennaio 2011 è trasferita alla Questura di Milano presso l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, Funzionario responsabile del 5° Turno di squadra Volante; successivamente rivestendo l’incarico di Funzionario Addetto poi trasferita al Commissariato Monforte Vittoria della Questura di Milano con l’incarico di Vice Dirigente e ancora trasferita al Commissariato Città Studi della Questura di Milano con l’incarico di Dirigente. Dal 2017 al 2019 sempre in Questura di Milano presso la Divisione Anticrimine con l’incarico di Vice Dirigente e l’anno seguente trasferita presso l’Ufficio Immigrazione e, per un anno esatto dal 20 gennaio 2020 al 20 gennaio 2021, è trasferita alla Questura di Milano presso l’Ufficio Personale con l’incarico di Vice Dirigente, per un anno poi con l’incarico di Dirigente è al Commissariato Lorenteggio della Questura di Milano

Dal 7 febbraio 2022 ad oggi, con l’incarico di Dirigente e Autorità Locale di Pubblica Sicurezza, è occupata al Commissariato di Legnano della Questura di Milano. Un applauso di benvenuto alla dottoressa Romano la quale ringrazia il socio Giuseppe Scarpa per averle proposto l’intervento di questa sera per il quale, riferisce, è occorsa una specifica autorizzazione dall’ufficio delle relazioni esterne di Roma. Un’occasione unica dunque, meritevole di attenzione all’indomani di una giornata per la quale la dottoressa Romano si sente coinvolta, ci dice, in primis in quanto funzionario di polizia ma anche in quanto donna appassionata e attenta ai temi legati ai reati contro la persona. Per violenza di genere si indicano tutte quelle forme di violenza da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori del cosiddetto stalking allo stupro, fino al femminicidio, che riguardano un vasto numero di persone discriminate in base al sesso e/o all’orientamento sessuale.  

La difficoltà da  parte della vittima a rendersi parte attiva e quindi a esporsi nel dichiarare la violenza subita è il primo ostacolo perché comporta la presa di coscienza del fenomeno che si alimenta in un progressivo e rovinoso vortice in cui la donna viene inghiottita dalla violenza continuativa, sistematica e quindi ciclica, da parte del partner verso il quale, con fatica, riesce a sciogliere quei legami entro i quali subentrano subdoli i sensi di colpa, i ripensamenti, i pentimenti in nome di un amore che, anche se si tratta di tutt’altra cosa, viene ancora nominato come tale sia dalla vittima che dal maltrattante.

Le fasi note e riportate dalla nostra relatrice, vedono un primo step in cui la crescita della tensione coinvolge la donna che tenta di contenere un’inevitabile escalation di maltrattamenti che aumentano inesorabilmente in una seconda fase in cui l’uomo, che prima si limitava a d atteggiamenti e silenzi astiosi, dà ora libero sfogo alla violenza con insulti, minacce in un crescendo di abusi e aggressività. In una terza fase accade che l’uomo chieda scusa, si dimostri attento e premuroso con giustificazioni attribuite a fattori esterni come il lavoro o una criticità economica ma comunque sempre accusando la donna di aver acceso la provocazione che giustificherebbe, quindi, l’atteggiamento violento.

Purtroppo, riferisce la dottoressa Romano, quando la violenza è radicata i cicli si ripetono e, come in una spirale, con il tempo accelerano e crescono di intensità. Se tale processo non viene interrotto, la vita della donna è esposta a gravi rischi.

I principali interventi normativi a tutela delle vittime di violenza di genere si possono riassumere con la legge del 1996 in merito alla violenza sessuale, la legge del 2009 che introduce il reato di stalking e l’ammonimento del Questore, la legge del 2013 sul femminicidio che fa proprie le nozioni di violenza di genere e di violenza domestica contenute nella Convenzione di Istanbul del 11 maggio 2011.

Nata in seno al Consiglio d’Europa, la Convenzione è un trattato internazionale vincolante di più ampia portata per affrontare questa grave forma di violazione dei diritti umani. La Convenzione ha come obiettivo la prevenzione della violenza, la protezione delle vittime e la condanna degli aggressori rendendo intollerabile la violenza di genere gettando le basi per rendere più sicura la vita della donna all’interno e all’esterno delle mura domestiche e nei confini europei (sono 47 gli Stati membri aderenti).

La più recente legge del 2019 introduce nuovi reati in materia di violenza di genere e accelera l’attività di indagine e il processo di tutela delle vittime. Tra le vittime sono da includersi anche i minori, che, anche se non soggetti protagonisti di abusi, sono da considerarsi persone offese dal reato e quindi vittime di violenza assistita.

La dottoressa Romano spiega come anche il Protocollo Zeus, nato nel 2018 e attivo prima a Milano e oggi anche in 30 città italiane, sia uno strumento sì pensato per proteggere le vittime di violenza, ma diretto alla “rieducazione” del soggetto maltrattante fin dagli esordi del caso anticipandone l’inevitabile peggioramento.

Il 25 novembre ricorre una giornata che ritorna al 1960 quando nella Repubblica Dominicana furono torturate, stuprate e barbaramente uccise tre attiviste politiche che si recavano a fa visita ai mariti detenuti, oppositori al regime, per mano di agenti del servizio di informazione militare che simularono poi un incidente.

Nel 1981 venne deciso di celebrare il 25 novembre come la Giornata Internazionale della violenza contro le donne, in memoria delle sorelle Mirabal trucidante nel 1960.

Fare memoria, celebrare, soffermarsi e lasciare che questo tema ci riguardi significa non voltarsi ma aiutare indirettamente le numerose vittime ancora purtroppo silenziose che hanno il diritto e il personale dovere di dar voce alla loro dolorosa e inaccettabile condizione.

Prezioso, toccante, coinvolgente il tema esposto con lucidità ed estrema chiarezza dalla nostra relatrice alla quale, in chiusura, vengono rivolte alcune domande.

La serata si chiude con le foto di rito, la contribuzione alla causa della Fondazione Ballabio, tangibile nella pergamena realizzata appositamente per la dottoressa Romano consegnatale unitamente ad un omaggio floreale.

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