Il nuovo anno rotariano è ufficialmente iniziato per il nostro “Castellanza” e la prima serata da Presidente per Giuseppe Ferravante si è svolta al ristorante Chalet nel Parco di Cantalupo, una fresca serata che ha raccolto soci e numerosi amici in un clima di sportività e amicizia.
Il Presidente Giuseppe accoglie e ringrazia gli intervenuti con uno speciale benvenuto a Norma Gimondi, figlia del campione di ciclismo Felice Gimondi, Vicepresidente FCI nonché Consigliere Coni, che dalla scomparsa del padre, due anni fa, accoglie le proposte nelle quali è possibile fare memoria del padre, occasione preziosa per il nostro Club che l’accoglie insieme ad una numerosa delegazione dell’U.S Legnanese, invitati dal socio e amico Luca Roveda.
Con il suo primo rintocco di campana, Giuseppe Ferravante ha ufficialmente aperto la serata con le comunicazioni rotariane.
Giuseppe ha informato i soci presenti che sabato 10 luglio una rappresentanza dei Club Rotary del Gruppo Olona ha presenziato al taglio del nastro della nuova sede del “La Quercia Onlus”, progetto di rete del gruppo Moschettieri che ha visto la collaborazione di 6 club.
“La Quercia Onlus” di Magenta è un ente di terzo settore, un’associazione di volontariato che organizza attività per le persone con disabilità e per le loro famiglie, offrendo servizi diurni di sostegno e attività per il tempo libero.
Giuseppe ha sottolineato l’importanza di progetti come quello descritto che, oltre a dare frutti nel tempo grazie alla stretta collaborazione e all’impegno che vede coinvolti i Club in un lavoro di squadra, offrono altresì visibilità sul territorio e sostegno concreto in un’ottica di progettualità a lungo termine.
Giuseppe informa di quanto sia stato toccante e significativo il momento vissuto durante il quale il Rotary ha dimostrato quanto possa essere significativa la cooperazione finalizzata al raggiungimento grandi obiettivi.
Al termine della cena il Presidente, dopo i dovuti ringraziamenti e la presentazione della nostra illustre ospite e relatrice, cede il microfono a Norma Gimondi.
Norma narra e rievoca il percorso sportivo del padre costellato da tappe, ciclistiche e di vita, che hanno segnato un’epoca e la carriera di un campione sia in sella che successivamente, dopo 23 anni di attività, in veste di interlocutore fedele al mondo del ciclismo, sport che lo ha visto crescere e formarsi, sempre più animato da un sentimento di profonda passione e dedizione.
Felice nasce in un paesino della Val Brembana ed è lì che inizia a muovere i suoi primi “colpi di pedale” consegnando la posta nel comune di Sedrina.
Riceve la sua prima bicicletta al termine delle scuole elementari e la prima bici da corsa a 16 anni e, nel tempo, non senza il supporto di mamma e papà, cresce in lui un forte sentimento sportivo e di profonda passione verso il ciclismo.
La rivelazione di quello che Felice Gimondi diventerà, avviene intorno ai 18 anni quando inizia a correre da dilettante per la U.S Sedrianese, la squadra ciclistica del paese che gli permette di gareggiare e realizzare il suo sogno.
Il suo talento diventa presto visibile al mondo intero, nel 1964 partecipa al Tour de l’Avenir, Felice pedala sotto la guida del commissario tecnico Elio Rimedio vincendo la prima tappa e concludendo il Tour davanti ai suoi avversari.
Enorme successo che gli permette di rappresentare l’Italia ai Giochi Olimpici di Tokyo e di passare professionista l’anno successivo, a 22 anni.
Con i colori della Salvarani resterà legato fino al 1972; al Tour de France, sfrecciando sulle strade francesi, conquista la maglia gialla e al Tour del 1965 vince altre due tappe, sul podio, insieme a lui, anche Poulidor e Gianni Motta.
Felice stupisce ancora nella Parigi- Roubaixe nella Parigi- Bruxelles dove incontra il il rivale storico, Eddy Merckx.
È a partire dal 1969 che Gimondi, racconta Norma, troverà il corridore belga che gli darà spesso del filo da torcere guastando i suoi piani e segnando la sua carriera che però sarà ricordata a fianco del prestigioso sfidante che, con Felice, ha costruito nel tempo un rapporto di assoluto rispetto e stima reciproca anche successivamente agli anni in sella.
Gimondi, ricorda la figlia Norma, è riuscito a costruirsi negli anni un insieme di vittorie e sudati, successi.
Il 1973 sarà per Gimondi un anno importante perché avviene il passaggio alla Bianchi-Campagnolo, formazione diretta dal suo ex compagno di squadra Giancarlo Ferretti.
La vittoria più bella la ottiene ai mondiali di Barcellona dove, sul circuito del Montjuic riesce a rimanere fino all’ultimo in compagnia dei belgi Merckx e Maertens e dello spagnolo Ocana.
Una vera rivincita dopo un periodo non brillantissimo per Felice che si aggiudica il titolo di campione del mondo tra la gioia dei tifosi italiani, gioia e tifo che, conferma Norma, sono stati ingredienti determinati nella carriera sportiva di papà Felice.
A partire dal 1976 Gimondi inizia a correre sempre meno ma riesce ad aggiudicarsi la vittoria del suo terzo Giro d’Italia all’età di 34 anni.
La sua carriera si conclude con 141 successi e un po’ di lacrime silenziose per la consapevolezza di dover concludere questa parentesi di vita che gli ha regalato soddisfazioni, fatiche e momenti indimenticabili…non solo per lui!
Un campione unico Felice Gimondi, amato da appassionati e avversari per la sua perseveranza e forza di volontà che lo hanno portato spesso sul podio, capace di vincere tutti e tre i Grandi Giri è stato campione del mondo su strada nel 1973 a Barcellona e vincitore di un a Parigi-Roubaix, di una Milano-Sanremo, e di due giri nella sua Lombardia.
Sulla scia del padre, anche Norma, testimone di un periodo florido per il ciclismo italiano, rievoca i successi di allora e i successi di questi tempi, la recente vittoria degli azzurri agli Europei, il secondo posto conquistato a Wembley da Matteo Berrettini nel tennis e i successi in ambito europeo nell’Atletica Italiana agli Europei Under 20 in Estonia.
Soddisfazioni per il nostro Paese che ha saputo affrontare la pandemia con la possibilità per le singole federazioni di poter proseguire negli allenamenti e ottimi presupposti per accogliere nuovi successi in Giappone.
Un invito, quello di Norma, a non disperdere i talenti nella serenità di poter fare molto, col dovuto impegno.
Nel caloroso applauso finale, il Presidente omaggia la nostra illustre ospite con un testo sullo storico Palio legnanese e un mazzo di fiori.
Da Luca Roveda un omaggio a Norma e a Massimo Gimondi del testo sui 100 anni della Coppa Bernocchi e dono della maglia della U.S Legnanese 1913.
Grazie Norma per la testimonianza che ci hai regalato, utile e stimolante anche per i nostri giovani, grazie per il tuo impegno nello sport, quello bello e sano che amiamo tifare tutti noi, ieri come oggi!
Il Presidente Giuseppe chiude la serata con il rintocco di campana e ricorda l’appuntamento per Giovedì 22 luglio alle ore 20.00 per il consueto Caminetto dell’Amicizia che si terrà alla Contrada di Sant’Erasmo











