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Discorso di inizio mandato di Nicola Zeni

Dopo il rito rotariano del passaggio di consegne che, quest’anno, introduce una novità, ossia il passaggio della Carta di Fondazione del Club, prende  la parola il neopresidente Nicola Zeni che ringrazia tutti i soci, il Past President Paolo Ponzelletti, Andrea Radice (presidente designato per l’anno rotariano 2023-2024) ed il suo nuovo direttivo. Ecco un riassunto delle sue parole:

 

L’anno rotariano che sta per iniziare sarà connotato da due tematiche in apparente contrapposizione ma in realtà molto sinergiche: da un lato l’attività sul territorio, dall’altra i rapporti internazionali e istituzionali.

Il territorio è di assoluta importanza per tutti noi, viviamo in un contesto socioeconomico sicuramente privilegiato rispetto ad altre aree ma vediamo comunque alcune criticità che possono ben tramutarsi in sfide. Mi riferisco in particolare al coinvolgimento dei giovani nelle realtà aziendali radicate nella nostra zona, non sempre facile anche alla luce della vicinanza con Milano, ma anche al dialogo e alla collaborazione con le Istituzioni, di fondamentale importanza se si vogliono traguardare obiettivi rilevanti. Ne sia un esempio la positivissima azione sul progetto Uniscreen della Fondazione Italiana Diabete, operativo dal mese di aprile a Cantalupo di Cerro maggiore, dove la cooperazione tra FID, Rotary Castellanza, Protezione Civile, Ospedale San Raffaele e Croce Rossa sta dando risultati magnifici.

Sul lato dell’internazionalizzazione, risulta determinante aprire la nostra visione su chi, soprattutto all’interno del mondo Rotary, sta portando avanti progetti innovativi e utili nel mondo, anche qui attivando collaborazioni e relazioni.

Oltre a ciò daremo ancora più importanza a due tematiche – entrambe cardine del Rotary International – di assoluta attualità, purtroppo, nel bene e nel male: innanzitutto le “DEI”, ovvero Diversità, Equità ed Inclusione, e poi i giovani: siamo profondamente convinti che chi deve ancora oggi scontare un qualunque genere di gap sia paragonabile ad un “peso leggero” costretto a gareggiare contro un “peso massimo”, oppure ad un atleta sano ed allenato che debba competere contro avversari legittimamente dediti al doping. Non saremmo degni Rotariani se non ci dedicassimo – sopra ogni cosa – a restituire la giusta dignità a tutti. Siamo persone, il resto non conta.”