Particolarmente interessante e partecipata la conviviale di Giovedì 6 ottobre al Ristorante Dinner The Mode di Legnano.
Il Presidente ha aperto la serata con il consueto rintocco di campana dando il benvenuto agli intervenuti e presentando la relatrice dottoressa Carolina Pellegrini.
Qualche accenno al suo curriculum: rhodense, una laurea con massimo dei voti in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli Studi di Milano, è da sempre donna delle Istituzioni che ha servito a tutti i livelli, partendo dal Consiglio Comunale di Rho, divenendo poi Assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità, quindi Assessore Regionale alla Famiglia nel 2012 e, per due mandati, Consigliera di Parità di Regione Lombardia.
Carolina è stata ed è membro di numerosi Consigli di Amministrazione (tra cui ricordiamo l’istituto Nazionale dei Tumori) e Consulte e relatore in convegni sui temi di inclusione e parità.
Attualmente è docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Responsabile della progettazione e coordinamento di interventi formativi volti all’inserimento lavorativo presso Fondazione Luigi Clerici.
Una passione sociale fortissima che l’ha vista sempre al fianco di vittime di discriminazione, giovani e donne.
Ed ora la parola alla nostra relatrice, accolta con un applauso in sala.
Parlare seriamente di inclusione, permanenza e carriera nel mercato del lavoro femminile significa andare molto oltre il mero dato quantitativo, ma guardare più̀ complessivamente al sistema e alle reti sociali, economiche e politiche del Paese che dovrebbero avere come obiettivo quello di consentire un approccio libero delle donne (e di tutti) al lavoro, senza vincoli non detti e non scritti, ma paradossalmente più̀ difficili da sciogliere, per ragioni culturali sedimentate nei modelli organizzativi, rispetto ai tanti vincoli normativi che mutano in continuazione.
Tornare a occuparsi di lavoro femminile seriamente significa quindi, ripensare alla nostra società̀.
Non attraverso rivoluzioni utopiche con slogan vecchi, ma cambiamenti graduali all’interno delle organizzazioni, come già accade in tanti luoghi di lavoro, parole nuove come valorizzazione dei talenti e della diversità, condivisione del lavoro di cura, conciliazione, welfare aziendale, e tanto lavoro culturale che porti a cambiamenti di paradigmi, pregiudizi e stereotipi, con queste parole incalza Carolina Pellegrini.
Il dato comparato è importante premessa all’osservazione dell’andamento del tasso di occupazione femminile che mostra una crescita costante dal 2013 al 2019, seguita, tra il 2019 e il 2020 da una contrazione connessa alla pandemia.
Un andamento quindi positivo che mostra dati ampiamente in recupero rispetto alla fase pre-crisi del 2008 e rispetto agli anni più difficili della crisi stessa ma che, allo stesso tempo, distanzia ancora fortemente l’Italia dagli altri paesi europei.
Osservando il tasso di occupazione femminile (15-64 anni) nelle singole regioni italiane per l’anno 2021, si evince che la Valle d’Aosta (63,2%) è la regione che registra la percentuale più̀ alta, seguita dal Trentino-Alto Adige (62,6%) e dalla Emilia-Romagna (61,6%). La Campania e la Sicilia sono le regioni con il più̀ basso tasso di occupazione (29,1%). In generale si rileva quindi come siano le regioni del Sud a registrare percentuali più̀ basse di occupazione femminile con picchi nei quali meno di un terzo delle donne tra i 15 e i 64 anni ha un impiego.
Diverse disoccupate hanno smesso di cercare attivamente lavoro ma più in generale si nota come il tasso di inattività femminile è molto superiore alla media complessiva, identificando con il nodo dell’inattività la principale criticità macro-economica del tema della partecipazione al mercato del lavoro delle donne italiane.
La classe d’età̀ 35-44 anni è quella che dal 2008 registra il più̀ alto tasso di occupazione attestandosi su percentuali sempre superiori al 60%.
Si osserva comunque che per ogni classe d’età̀ il tasso di occupazione femminile è ancora contenuto, confermando una bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro salariato.
La crescita degli ultimi anni si è concentrata principalmente nella fascia tra i 55 e i 64 anni, con un tasso di occupazione che è quasi raddoppiato, questo sia a causa delle dinamiche pensionistiche che del rientro al lavoro di lavoratrici più̀ mature come conseguenza delle diverse fasi di crisi economica.
Purtroppo dobbiamo anche constatare, dice Carolina, che la maternità penalizza ancora l’occupazione femminile.
Una donna su quattro lascia il lavoro alla nascita del primo figlio e il 32,2% delle donne tra i 20 e i 64 anni non svolge alcuna attività lavorativa a causa delle responsabilità di cura famigliare.
Le donne in carriera con figli che convivono sono il 53,5%, contro l’83,5% degli uomini nella medesima situazione. Disparità sempre più accentuate con l’avvento della pandemia. Lo dimostra il fatto che solo nei primi 9 mesi del 2020 sono stati 344 mila i posti di lavoro persi da lavoratrici donne, contro i 278 mila posti maschili. Cosa è dunque utile pensare e programmare alla luce di questa analisi?
Certamente investire in progetti continuativi (e non spot) per la valorizzazione delle differenze, supportare le donne nelle fasi di carriera offrendo loro opportunità di aggiornamento specifiche e occasioni di networking professionale, migliorare il work-life balance, offrendo benefit specifici di supporto alla famiglia, premiare la produttività più che la presenza fisica sul posto di lavoro e infine creare progetti trasversali dove la Differenza sia fonte di valore e non una discriminante.
Le politiche che tutelano la parità (di salario, di carriera, ecc.) sono il frutto della “diffusione di una diversa mentalità” che punta a offrire una maggiore attenzione alla persona in quanto tale ed alla famiglia, abolendo i pregiudizi, garantendo una minore “ingessatura” del lavoro dipendente tradizionalmente inteso. Tutto questo si può riassumere in un grande concetto imprescindibile senza il quale nulla di altro può essere immaginato, ossia la visione delle pari opportunità come valore aggiunto per tutta la società.
Un prezioso contributo quello della nostra relatrice presentata e invitata dal socio Luca Vezzaro.
Grazie a Luca e grazie a Carolina Pellegrini. Il Presidente Paolo chiude la serata augurando a tutti la buonanotte.




