Assai piacevole la chiusura del progetto e l’inaugurazione della Caffetteria realizzata dai Moschettieri per Fondazione Bellora. Oltre 200 partecipanti con la presenza della ministra per la disabilità Locatelli, dell’assessore regionale Cattaneo, del sindaco di Gallarate Cassani, della direzione di Fondazione Cariplo, dell’Arcivescovo di Milano mons. Delpini, e ovviamente del Presidente della Fondazione Bellora, Colombo, past President del RC BuGaLe La Malpensa.
Il centro è strutturato in lotti differenti
Al piano rialzato si trovano la reception, la sala di attesa, le numerose stanze di cura per le terapie singole e di gruppo dedicate ai bambini, la sala polifunzionale dedicata alla formazione, alle conferenze e agli eventi e il bar/caffetteria aperto alla città e gestito in collaborazione con ragazzi autistici.
Il secondo piano, già in fase di lavorazione avanzata, ospita altre stanze di cura e laboratori d’arte e mestieri per promuovere l’inclusione sociale e lavorativa degli adolescenti e dei ragazzi.
Il terzo piano sarà dedicato al condominio solidale per forme di co-housing protetto per i giovani, mentre gli appartamenti per gli adulti si trovano al quarto piano.
Il centro sarà dotato anche di una palestra e di aree per le attività motorie, di una piscina terapica, di un polo culturale con biblioteca, internet point e spazi per co-working digitale e di terrazze esterne con serre e orti didattici da coltivare insieme.
Nel seminterrato si trova il centro cottura con il ristorante/pizzeria dove sono impiegati i ragazzi autistici.
Il grande spazio esterno è aperto alla città ed ospiterà una piazza con giardini e padiglioni per le attività ricreative e culturali.
Il condominio solidale
L’idea è quella di attivare un “condominio solidale” basato sul concetto di mutuo aiuto tra giovani disabili e giovani normodotati disponibili a collaborare in uno scambio di continuo apprendimento reciproco. Perché tutto questo? Per contrastare il progressivo isolamento sociale che inevitabilmente colpisce le persone giovani adulte con disabilità e per promuovere un nuovo paradigma culturale che incentiva l’apertura verso l’altro, il dialogo autentico e l’accettazione delle diversità.
Per la realizzazione dell’intera opera i tempi sono ancora incerti: «tutto dipenderà dai fondi che raccoglieremo – commenta la direttrice della Fondazione Bellora Vanna Barca – I costi coperti fino ad oggi sono stati cospicui e ci hanno aiutato tanti soggetti istituzionali e privati. Il progetto è tutto definito e la domanda da parte del territorio è elevatissima. Confidiamo di continuare ad avere il sostegno di tutti».










