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Visita alla Mostra Andy Warhol al Ma*Ga

Il primo appuntamento per il mese di maggio ha visto il nostro “Castellanza” riunito nel tardo pomeriggio di venerdì 5 al Ma*Ga di Gallarate per la visita guidata alla mostra dal titolo “Andy Warhol. Serial Identity”, per scoprire uno dei vertici assoluti dell’arte e della cultura del Novecento.

Divisi in due gruppi, ci siamo immersi nel controverso mondo di questo artista contemporaneo (1928-1987) della Pop Art per meglio scoprirne i tratti identificativi che lo hanno reso tanto celebre quanto ambiguo e discusso.

La grande mostra retrospettiva conta oltre 200 opere provenienti da istituzioni internazionali come l’Andy Warhol di Pittsburgh, l’archivio di Ronald Nameth e prestigiose collezioni private.

L’intero universo creativo di Warhol si sviluppa in un percorso espositivo che si apre con alcuni raffinatissimi disegni che mettono in luce gli inizi del giovane artista nella New York degli anni Cinquanta quando lavorava come disegnatore pubblicitario e illustratore di libri e riviste.

Con l’Andy Warhol Index Book, libro d’artista del 1967, osserviamo fotografie in bianco e nero e vari oggetti al suo interno. I media sono sempre stati argomento e oggetto concreto delle opere di questo artista e hanno condizionato le molteplici identità e la filosofia nascosta e manifesta dell’intera sua attività.

Seguendo questo concetto si nota un interesse verso la produzione seriale, caratteristica in tutto il lavoro e la poetica di Warhol già nelle primissime opere.

Nelle successive sezioni della mostra seguono le tappe evolutive della fulminante carriera di Andy Warhol in cui incontriamo le più celebri immagini e invenzioni cromatiche.

Dai primissimi anni Sessanta infatti la serialità permette a Warhol di superare l’unicità dell’opera d’arte e di trovare una cifra stilistica che lo renderà inconfondibile e famoso in a tutto il mondo.

Warhol non ha mai celato il suo obiettivo e fine ultimo, ossia l’arte rappresentata con la sua percezione della realtà e nulla di più, rappresentazioni artistiche quali strumenti per ottenere fama e denaro, intendendo l’opera di qualità soltanto in base ai colori, necessariamente a fuoco, e raffiguranti un personaggio o un oggetto famoso.  

Osserviamo quindi le icone del consumismo come la serie delle “Campbell Soup Cans, passando ai “Flowers”, alle figure mitiche dell’Occidente quali Superman, Uncle Sam, Topolino fino alle famosissime opere dedicate a Marilyn Monroe, Jacqueline Kennedy e Mao Tsè-tung nelle differenti versioni cromatiche.

Una parte consistente della mostra è dedicata a un universo collaterale ma formativo della poetica di Warhol, ovvero il suo rapporto con il cinema, la TV e la musica. Le stesse immagini più conosciute di Warhol hanno origine da diversi media, (esempio più eclatante appunto Marylin Monroe ripresa dal manifesto del film Niagara).

Oltre a questo aspetto, l’attitudine multidisciplinare di Warhol, la pressione del quotidiano, il boom economico, l’interesse nel voler andare in scena in una delle città più elettrizzanti dell’epoca come New York, lo portano a connettersi con la musica e il cinema in qualità di regista, produttore e anche attore come possiamo osservare nelle ultime sezioni di questa mostra così unica e originale.

Il tempo per lo shopping al bookshop nell’ampio ingresso della moderna struttura del Ma*Ga e poi, soci con consorti e ospiti si sono trasferiti al Ristorante Saperi e Sapori dell’Istituto Alberghiero “Falcone” per la cena.

Il Presidente Paolo ha ricordato i prossimi importanti eventi distrettuali: l’Assemblea Distrettuale del 13 maggio e il Congresso Distrettuale del prossimo 24 giugno. Tutti, soprattutto i neo soci, sono invitati ad iscriversi per questi fondamentali momenti di formazione rotariana.

La serata trascorre in un clima di spensierata convivialità fino alla sua chiusura, con il consueto rintocco di campana.