Una serata di grande interesse quella dedicata all’innovazione tecnologica in medicina, con l’intervento del giovane ingegnere biomedico Riccardo Monti, che ha presentato uno strumento capace di ridare voce ai pazienti con gravi difficoltà comunicative.
Molto interessante il passaggio dedicato ai tempi: tempi rapidi di apprendimento per pazienti, familiari e operatori, tempi di utilizzo immediati nei contesti più delicati, ma soprattutto tempi che possono fare la differenza nel percorso di cura.
Restituire in fretta la possibilità di comunicare significa infatti ridurre isolamento, sofferenza psicologica e distanza dagli affetti, con effetti positivi anche sulla qualità della degenza e sull’efficienza dei percorsi ospedalieri.
Una riflessione concreta e attuale su come la tecnologia, quando è davvero al servizio della persona, possa incidere non solo sulla cura ma anche sulla qualità della vita.





