Sono sempre occasioni preziose che meritano attenzione e partecipazione quelle dedicate alla presentazione di un nuovo socio.
Benchè spillate in occasione dello scorso Passaggio dei consegne e quindi già introdotte da diversi mesi nel “Castellanza”, in occasione della serata del Chi sei? Cosa fai? Abbiamo avuto il piacere di approfondire la conoscenza di Paola Barbazza e Sabina Pelizzari.
Il Presidente ha aperto la serata accogliendo i presenti e ricordando che, ai fini dell’organizzazione del meeting a Torino con i soci del Club Potsdam, il Prefetto e la segreteria necessitano di conoscere la adesioni per definire il programma da condividere con gli amici tedeschi.
Al termine del servizio della cena, il Presidente Giuseppe ha ceduto la parola alla socia Paola Barbazza che si è raccontata al Club con un giusto equilibrio di allegria e serietà. All’accenno degli studi classici, alla laurea triennale in Cattolica e Magistrale in Bocconi in Economia e Commercio fino all’impiego nell’azienda di famiglia. Paola si riconosce fortunata perché circondata da persone di valore, dalla famiglia d’origine – fratello e sorella che lavorando con lei- al marito Luca conosciuto in Università, tutte persone fondamentali sul suo cammino dalle quali ha imparato ad affrontare piccole e grandi sfide con energia e un pizzico di leggerezza e autoironia.
La mamma le ha insegnato a riconoscere la fragilità nell’altro e ad accrescere empatia, valori accresciuti anche grazie all’arrivo delle due figlie, Bianca e Caterina. Forti, nella nostra nuova socia, sono il senso di responsabilità nei confronti degli altri e la parallela esigenza di fare qualcosa, di reagire a quello che accade, che la circonda, non da spettatrice ma da parte attiva e fattiva. Da qui l’impegno sociale, come esigenza di espressione di pensieri e di posizioni.
Gli interessi e i temi principali che incuriosiscono Paola sono legati alla complessità e al tentativo di comprendere meglio e di più, la costante ricerca di soluzioni che possano funzionare per aprire spiragli, mettere insieme, unire energie , sono gli sforzi necessario che devono andare oltre le personali barriere culturali. Paola ha affrontato anche il tema di gestione del cambiamento, concentrarsi sui giovani e sui più piccoli è un affaccio sul cambiamento generazionale immediato e inevitabile che ci riguarda molto da vicino anche se, naturalmente, ciascuno di noi ha una forte resistenza al cambiamento in quanto generatore di percezione dell’incertezza. Paola, reduce da un incontro in mattinata presso Bocconi, ha approfondito proprio questo argomento, non solo circoscritto alle aziende. Su cosa occorre dunque investire per ridurre questa percezione che, nell’incertezza del futuro, genera timori, ansie e resistenze? Non soltanto sulla formazione, ma sulle competenze e soprattutto proprio su quelle che oggi sono le più carenti tra i giovani ossia il pensiero critico, il pensiero creativo, la capacità di relazione con l’altro – e quindi le relazioni sociali- , e infine sulla resilienza emotiva. La responsabilità individuale diventa la responsabilità collettiva, che si respira anche nella realtà rotariana che Paola dice di aver meglio compreso nei mesi che ha potuto sperimentare dal suo ingresso ufficiale nel Club, ad oggi.
Grata per le opportunità che le sono offerte e per le quali lei stessa si dedica con serietà e impegno, noi tutti applaudiamo a questo prezioso ingresso nel Club!
La parola ora a Sabina Palizzari che, con un pizzico di emozione, esprime la difficoltà di raccontarsi, poiché il tempo, le esperienze e gli incontri plasmano e condizionano cio’ che siamo e diventiamo.
Subito 4 parole, dice Sabina, che la rappresentano e annessi aspetti che si sono sempre intersecati nella sua vita ossia l’amore x la sua famiglia, l’amore per il suo lavoro, l’amore per gli animali, la passione per la cura degli altri.
Mamma emiliana, papà bustocco, seconda di due fratelli, Sabina conosce il marito Andrea e, dopo solo un anno e mezzo e a nemmeno 24 anni si sposa. Cresciuti insieme, insieme hanno formato la loro numerosa famiglia, il bene più grande.
Silvia, Anna, Elena, Edoardo sono anche per Sabina e una vera e propria scuola di vita perchè da loro, riferisce, ha imparato la pazienza, la resilienza, la disponibilità e la capacità di affrontare anche con forza i momenti della vita, anche i più difficili. Sabina ha forte la passione x lo studio, laureata, dopo quattro anni di Medicina, in Scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione. Si occupa di riabilitazione pelvica nell’ambito dell’uroandrologia e dell’uroginecologia. Sabina è professore a contratto presso l’Università di Tor Vergata a Roma e parallelamente alla sua professione clinica, si occupa di divulgazione scientifica utile, dice fermamente, a far sì che la giusta informazione dia la possibilità di sapere e poter scegliere. Sabina si occupa anche di formazione, è infatti relatore in diversi congressi nazionali e internazionali. Appassionata di cucina nella quale interpreta condivisione, amicizia, convivialità come gesto di amore verso gli altri.
Anche l’amore per gli animali caratterizza la nostra Sabina, in famiglia ci sono anche 5 cani. Amazzone in gioventù ha trasmesso alla figlia minore questa sua passione. La disponibilità e la cura sono quindi i tratti che Sabina ha particolarmente a cuore e che hanno fatto sì che nella sua vita ci fosse posto anche per il volontariato, Sabina è anche crocerossina, in Croce Rossa Sabina ha sperimentato e vissuto in tempo di Covid delle esperienze molto intense che l’hanno resa ancora più attenta e sensibile verso i bisogni del prossimo.
Certo, dice Sabina, che le competenze professionali sono fondamentali nella vita di ciascuno di noi, ma la disponibilità e la presenza laddove c’è bisogno sono altrettanto importanti. Anche il Rotary e l’opportunità di condividerne i valori sono un’occasione in più per poter sperimentare questi elementi, da sempre presenti e imprescindibili nella vita di Sabina.
Lieti e orgogliosi accogliamo queste brillanti donne di spessore con un caloroso applauso certi che saranno un prezioso valore aggiunto per il “Castellanza”.






