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La Bell’Italia raccontata al Castellanza

Interessante e stimolante la conviviale di giovedì 19 marzo presso il Ristorante The Mode di Legnano.

Con noi Pietro Cozzi, Caposervizio della nota rivista Bell’Italia, il mensile che racconta le bellezze del nostro Paese.

Al rintocco di campana il Presidente Scarpa ha accolto i presenti ricordando i compleanni del periodo e l’appuntamento del prossimo giovedì, ha richiamato all’attenzione per la lettura della lettera di ringraziamento pervenuta dalla Presidente dell’Associazione Ananke con la quale abbiamo collaborato in occasione della serata di sensibilizzazione su tema dei disturbi alimentari tenutasi lo scorso 26 febbraio al Teatro Tirinnanzi e per il sostegno economico concreto elargito dal “Castellanza” e volto al supporto del progetto “Terapia sospesa” inserito nell’Associazione.

Al termine della cena il Presidente ha ceduto la parola al nostro relatore che, grazie al supporto di slides, ci ha introdotti nel settore del turismo e del suo relativo impatto; il dato del 2023 indica che il turismo pesa il 9,6% del PIL italiano, ora il settore ha contribuito per il 10,8% al PIL nazionale e non è poco anche se, comparato al settore manifatturiero che nel 2026 registra un’ncidenza del PIL che si aggira intorno al 15%, regista annualmente un soddisfacente incremento.

E’ però vero che, se a livello nazionale l’impatto del turismo sull’economia è importante ma non particolarmente incisivo, la prospettiva cambia quando ci si concentra sui piccoli borghi cioè quei piccoli comuni con un numero di abitanti che va dalle poche centinaia ad alcune migliaia di abitanti che senza le entrate derivanti dal turismo rischierebbero di spopolarsi fino a sparire. Come è mutato il turismo negli ultimi decenni? Abbiamo progressivamente assistito all’esplosione del turismo culturale. Ma cos’è il turismo culturale? Èper definizione è una forma di viaggio motivata alla scoperta, conoscenza e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale di un luogo. Si tratta di un’esperienza consapevole che mira all’apprendimento e alla crescita personale e quindi non solo fuga, svago e relax. Il turismo culturale rappresenta il principale motore del settore turistico in Italia con un impatto economico e sociale in continua crescita ; nel 2024 le mete a vocazione culturale hanno attirato il 63,2% delle presenze totali registrate nel Paese; oltre il 28% degli italiani sceglie l’Italia principalmete per arte e patrimonio culturale, è quindi un turismo “urbano” che si conferma come il vero motore della crescita turistica italiana con in vetta le classiche città come Roma, Firenze, Venezia, Napoli ma sono in ascesa anche Bergamo, Bologna e Trieste delineando quindi un nuovo “dna” del turismo culturale italiano. Cresce anche l’interesse per i piccoli centri e le eccellenze diffuse sul territorio, i cosiddetti borghi con la formula degli alberghi diffusi distribuiti all’interno del centro abitato.

Il primo numero della rivista Bell’Italia, che quest’anno compie quarant’anni, riportava in copertina le torri di San Gimignano, un paradosso a pensare lo scorcio toscano nel 1986 quasi dimenticato, paragonato ad oggi con problemi di overtourism!

E’ quindi determinante l’importanza del turismo culturale per i comuni che non hanno una storia turistica o una vocazione turistica consolidata; il turismo culturale diventa una leva strategica di sviluppo capace di trasformare l’identità locale in una preziosa risorsa economica e sociale.

E’ a livello comunale che il turismo si rivela per quello che realmente è; non un settore ma un ecosistema economico integrato capace di trasformare i territori in motori di crescita.

Il turismo genera entrate dirette per il commercio al dettaglio, l’artigianato, l’enogastronomia locale, creando nuovi posti di lavoro.

Il turismo contribuisce a creare un brand o meglio, dice Pietro Cozzi, un’aura di bellezza che pervade in tutto ciò che contempla quel territorio.

Il turismo inoltre contribuisce al recupero dal patrimonio favorendo il restauro di edifici storici e la riqualificazione degli spazi pubblici migliorando la qualità della vita per l’intera comunità, trasforma poi la tradizione locale in un motore di consapevolezza aiutando i residenti a riscoprire e proteggere le proprie tradizioni. Il turismo culturale può contribuire a ricreare una forte identità, un’autoconsapevolezza basata sulla riscoperta di stori, monumenti e tradizioni e questo processo può avvenire sempre per qualunque territorio.

Il tema ha suscitato la curiosità e il desiderio di approfondimento tra i soci presenti che hanno contribuito con domande e personali testimonianze arricchendo la relazione già di per sé di grande interesse.

Le foto di rito e la consegna degli omaggi per mano del Presidente Scarpa a Pietro Cozzi, chiudono la serata